Una storia fra le tante.

Troppe favole… ed ho sempre creduto nel lieto fine.

Ho sempre sopportato il peso della mia tristezza, credendo fermamente in una sorta di giustizia dopo il dolore, dopo i mille torti ricevuti..ma oggi piu  che mai mi rendo conto, di aspettare da almeno un paio di anni che la mia rivalsa arrivi…ma la sto ancora aspettando.

ho sempre creduto che sopravvivere al mio dramma familiare di figlia abbandonata di donna perseguitata, vittime di mille ingiustizie,mi avrebbe sicuramente resa agli occhi della gente una persona non dico da imitare, ma quanto meno da considerare forte..in gamba.

non sono cresciuta nell’ovatta..avendo avuto accanto un padre violento, mi sono dovuta accontentare di immaginarmela la mia felicità fin da bambina..la mia via di fuga piu efficace è sempre stata la fantasia..quando mio padre massacrava di botte mia  madre io cercavo di difenderla..ma lei per proteggermi mi nascondeva, piangevo, urlavo, correvo al telefono  a chiedere aiuto..ho avuto sempre un coraggio da leonessa..

poi però quando le mie urla, non servivano piu ho iniziato a rifugiarmi nei miei sogni, nelle mie aspettative..loro litigavano..ed io correvo in camera mia a disegnare girotondi di bambini felici..avevo 7 anni cazzo.

non so per quale strana forma del  destino io abbia sempre avuto una  sorta di vita di merda,alla fine a 33 anni, sto finendo per credere che forse il problema sia io.

quando mio padre ha smesso di picchiare mia madre io ormai ero gia grande,avevo circa 10 anni,eh si sa certi figli crescono  in fretta..quindi quando durante le interrogazioni in classe qualche insegnante chiedeva ai bambini di turno cosa volessero fare da grandi, fra le classiche risposte del pompiere e del veterinario, io mi sparavo la solita frase da super eroina che voleva salvare il mondo, voglio fare il medico andare nei paesi poveri salvare la vita ai bambini…minchia che ero brava.

si andava in chiesa con la scuola? io non ne volevo sapere di stare seduta come gli altri catatonici alunni, no..io dovevo fare il discorso, io mi alzavo, andavo nel pulpito e dicevo a tutti quanto avrebbero dovuto essere buoni, e facevo la morale ai genitori dicendo  di offrire a chi non aveva nulla, e fra il plauso della gente, i sbrilluccichii degli occhi dei piu sensibili, e le bestemmie della mia maestra che col cazzo mi cavava una parola di bocca quanto mi interrogava…io fiera fieretta, mi risiedevo al mio posto, fra l’aria compiaciuta dei miei compagni che  mi stimavano perchè.. ” io ero, troppo forte!”

avevo una tale tenacia che in prima media convinsi la mia maestra di matematica, matematica eh mica educazione fisica o religione

M-A-T-E-M-A-T-I-C-A CHE SE ANCHE LEI (come me) avrebbe parlato con i suoi fiori e gli avrebbe dato del latte, quelli sarebbero cresciuti piu forti, una meraviglia, lo fece…sono meravigliosi adesso mi diceva.

oh..lo so..io ci credevo.

quindi siamo in prima media…a quel tempo ero una bambina quasi felice, la mia famiglia si era assestata, avevo una sorella strana, un cane (uno al mese perchè mio padre lo cambiava periodicamente giusto per trasmettermi stabilità eh) avevo una mega casa con giardino in cui potevo coltivare la mia idea che fra le aiuole si nascondessero gli elfi e fra l’edera le fate (mai presi psicofarmaci,  la via di fuga ricordate? eh.) insomma una vita piu o meno normale.

avevo cosi tanti amici…era bellissimo…ricordo che alcune sere uscivo di casa per andarmi a sdraiare sui tetti delle macchine a guardare le stelle..ero gracilina i vicini nonchè proprietari delle auto non contestavano..bha altri tempi.

avevo un idea fissa in testa…..scrivere un libro.. a quel tempo negli anni 90  io ero una fissatona della storia infinita…film del 1982 (mio anno di nascita un segno del destino) io la adoravo! atreyu era il mio principe azzurro, ed io ci credevo davvero a falcon! me lo vedevo spuntare da un momento all’altro nel cielo..altro che stelle…io aspettavo lui.

allora presi un quaderno scolastico..lo ricopr’ con della carta regalo, ci misi uno stemma ottenuto dal cinghione di una cinta anni 80 riciclata…e iniziai a scrivere…

mamma che bello…

scrivevo per ore e disegnavo pure!un libro illustrato ero troppo avanti io ! non abbandonai il mio progetto..ricordo che scrissi vari racconti e quando completai la mia opera d’arte, in terza media, la feci leggere alla mia professoressa di italiano, io coraggiosona come sempre eh?

mi ammazzò..non si concentrò sulla bellezza dei miei racconti, ma sugli errori grammaticali,pezzo pezzo fece un attenta analisi finalizzata  a distruggere i miei sogni da ragazzina..era un troione di 50 anni in perenne guerra col mondo , ed io furbamente mi ero scelta il soggetto migliore per alimentare i miei fanciulleschi sogni da “hai 14 anni e una vita splendida dinanzi a te”

ripensandoci adesso, dovevo optare per la professoressa  di matematica, quella dava le poppate ai fiori..merda!

da brava idiota distrussi il libro..se solo potessi tornare indietro e riaverlo..lo terrei come il tesoro piu caro.

gli anni delle medie furono i migliori…primi amori, primi batticuori, primi baci…

To bee continued….12316406_10208046989241516_340968118802823003_n

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~ di clessidr4 su gennaio 8, 2016.

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